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Nutrirsi bene: le buone abitudini per la forma e il benessere

05 Marzo 2016
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Nutrirsi bene, restare in forma e oggi soprattutto dimagrire, aumentare il tono muscolare e gustare e godere del cibo e della cucina è possibile.

L'analisi dell'infiammazione da cibo e di tutti i disturbi e le malattie con questa correlati ha portato a comprendere l'importanza di controllare con l'alimentazione le citochine infiammatorie che agiscono sull'organismo come veri e propri messaggi e segnali, che determinano effetti sul metabolismo, sul sistema immunitario, sul sistema neuropsichico e su quello ormonale.

La possibilita di misurare citochine infiammatorie come BAFF e PAF (e presto TNF-alfa e Interleuchina 6 - IL6) e soprattutto di definire per ogni persona infiammata il Profilo Alimentare Personale (capendo quali cibi sono usati in eccesso) attraverso test come Recaller o BioMarkers ha aperto nuove strade per orientare in modo individuale le scelte alimentari e poter prevenire e curare un vasto numero di malattie e disturbi o, ancor meglio, per mantenersi sani.

Per ridurre questa oscillazione della glicemia e dell'insulina, che spesso viene segnalata da una emoglobina glicata vicino al limite e da glicemie troppo spesso vicine ai 100 (95-97-101..., normali ma segnaletiche) o da trigliceridi decisamente elevati (non dipendono dai grassi, dipendono dall'eccesso di carboidrati raffinati e zuccheri), e indispensabile applicare le semplici regole che indichiamo nell'articolo, in particolare l'uso dell'integrale, il bilanciamento di carboidrati e proteine nello stesso piatto e l'uso di una quantita corretta di proteine ben distribuite nella giornata.

Conoscere se cio che si mangia e davvero "sugar-free" o se e stato addizionato di maltitolo, di concentrati di frutta (che sembrano naturali ma sono comunque una dolcificazione a base di fruttosio concentrato) o di altro ancora sta diventando un diritto cui sempre piu vaste aree di consumatori non vogliono rinunciare.

Negli ultimi anni si e capito che lo zucchero crea dipendenza, che puo sviluppare infiammazione e diventare causa della cascata di disturbi che ne dipendono, e si e arrivati a capire che non e neppure lo zucchero in se a determinare questo danno, ma che basta il gusto dolce, anche dovuto a dolcificanti ipocalorici, a provocare questa sequenza di eventi.

Mentre l'uso occasionale del dolce, con la preparazione di dolci buoni e ben fatti anche utilizzando zucchero nelle sue diverse forme, e una parte importante della vita e risponde a bisogni primordiali dell'uomo che meritano di essere rispettati, l'uso e l'abuso del dolce, per chi abbia gia sviluppato fenomeni di resistenza insulinica e non faccia nulla per modificarla, meritano un certo livello di cautela.

Le persone piu a rischio sono i depressi, i diabetici, gli obesi, chi ha una familiarita diabetica, un elevato livello di infiammazione da cibo, chi consuma abitualmente una quantita eccessiva di carboidrati rispetto alle proteine e chi ha uno stile alimentare caotico e disordinato, che possono vedere la ricerca di un sollievo alla malinconia attraverso un maggiore consumo di dolci, per trovarsi a riscoprire che proprio il consumo di dolci induce e sostiene questa stessa malinconia.

C'e la possibilita invece di attivare attraverso alcuni "trucchi" alimentari i meccanismi che consentono di fermare questa deriva, con la giusta attivita fisica, il corretto bilanciamento di carboidrati e proteine in ogni pasto (basta aggiungere delle noci o delle mandorle ad un dolce per migliorare il rapporto tra questi due componenti) e il mantenimento di una buona prima colazione, tutti strumenti spesso gia sufficienti a impedire il "craving", cioe la ricerca continua ed eccessiva di certi cibi.

In definitiva, mentre l'uso occasionale di un dolce complesso, buono e gustoso, soprattutto in vicinanza di un pasto completo, non ha caratteristiche di pericolo, la ripetuta dolcificazione inutile, la puntina di zucchero nel caffe o il dolcificante a zero calorie messo nel te, rappresentano un segnale grave di alterazione del metabolismo ripetuto nel tempo.

Le nostre indicazioni sono quelle di valutare secondo un criterio volumetrico le quantita di proteine e di carboidrati, per avere come risultato, e con una buona approssimazione, la quantita di 1/3 di proteine, 1/3 di carboidrati e 1/3 di frutta o verdura, giustamente distribuite in ognuno dei tre pasti della giornata.

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